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Addio Don CesareTrentacinque anni, il periodo che fino a poco tempo fa stava ad indicare la vita lavorativa di una persona dal primo giorno di lavoro fino alla pensione. E questi trentacinque anni Don Cesare li ha trascorsi in mezzo a noi, accompagnandoci lungo il nostro cammino cristiano dal battesimo al matrimonio, portando l’ultima parola di fede ai nostri cari che ci stavano lasciando. Un periodo lunghissimo, durante il quale ha voluto lasciare un’impronta tangibile del suo lavoro: la ristrutturazione della Chiesa della Madonna della Neve, la costruzione della canonica, l’oratorio. E fra un lavoro e l’altro coltivava le sue passioni, la poesia (rimarrà un inno la canzone da lui scritta e dedicata alla Madonna dei colli Monteleonesi, che la sua gente gli ha cantato commossa al momento dell’estremo saluto, ed i suoi indimenticabili acrostici. Il suo carattere tosto, mai incline ai compromessi, l’ha portato anche a duri scontri, ma la sua capacità di ascoltare ha poi messo ogni cosa al suo posto. Mi ricordo ad esempio dell’ultima celebrazione della ricorrenza del 4 novembre; avevo personalmente concordato con lui la sua presenza al cimitero di Monteleone per una preghiera a tutti i defunti la mattina stessa, dopo la Santa Messa. Il risultato fu invece che nel pomeriggio il corteo arrivò al cimitero e lui no. Non nascondo il mio disappunto tant’è che il giorno seguente mi recai da lui per chiedere spiegazioni, e la risposta fu la seguente “ Il Vescovo mi aspettava a Villanterio ed io a lui non potevo dire di no, è un mio superiore, lei mi capirà onorevole Sindaco”; non seppi pronunciare altre parole. Da quel momento si instaurò fra di noi un rapporto bellissimo, di reciproca stima, ed il rammarico è che proprio poco tempo fa, incontrandomi con mia moglie, oltre a raccomandarmi di tenere ben saldo il matrimonio e di promettergli di non separarmi mai, mi promise un acrostico speciale. Purtroppo il male che lo minava non gli ha concesso ulteriore tempo. Mi mancherà, caro Don Cesare, così come mancherà ai suoi parrocchiani, ai ragazzi dell’oratorio che in quel triste sabato ho visto piangere, a Don Luca, suo allievo prediletto. Da lassù Ora Pro Nobis, caro parroco, e grazie di tutto, piccolo,grande uomo. Il Sindaco |
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